Lo stile evitante nella coppia: perché parlare di famiglia e figli crea distanza

Quando parlare di famiglia o figli diventa un muro: lo stile evitante nelle relazioni

Ci sono coppie che funzionano bene… finché non si toccano certi argomenti.

La relazione scorre, c’è affetto, complicità, attrazione. Poi, un giorno, uno dei due parla di futuro: convivere, costruire qualcosa di stabile, avere un figlio.
Ed è lì che qualcosa cambia.

L’altro si chiude.
Evita. Rimanda. Minimizza. Cambia discorso. Si irrigidisce. A volte si arrabbia, altre volte diventa freddo, distante, sfuggente.

Non è mancanza di amore.
E spesso non è nemmeno mancanza di interesse per il partner.

È molto più probabile che sia l’attivazione di quello che in psicologia si chiama stile di attaccamento evitante.


Cosa succede dentro una persona evitante in quei momenti?

Per una persona con stile evitante, temi come:

  • famiglia
  • stabilità
  • convivenza
  • figli
  • “costruire qualcosa insieme”

non vengono vissuti come qualcosa di bello e desiderabile, ma come una minaccia alla propria libertà, autonomia e sicurezza personale.

Non a livello razionale. A livello emotivo e profondo.

Il corpo entra in allarme.

Senza rendersene conto, quella persona percepisce che:

“Mi sto avvicinando troppo”
“Sto perdendo il controllo”
“Sto entrando in un territorio da cui non posso più uscire”

E l’unica strategia che conosce per tornare a sentirsi al sicuro è prendere distanza.


Come si manifesta questo evitamento nella coppia?

Di solito in modo molto riconoscibile:

  • frasi vaghe sul futuro (“vedremo”, “non è il momento”)
  • irritazione quando l’argomento torna fuori
  • chiusura emotiva improvvisa
  • bisogno di più spazio
  • diminuzione della comunicazione
  • sensazione, per l’altro partner, di parlare con un muro

Chi sta dall’altra parte vive questo come rifiuto, disinteresse o mancanza di amore.
E spesso inizia a insistere di più, a chiedere più rassicurazioni.

E qui si crea un circolo vizioso:
più uno cerca vicinanza, più l’altro si allontana.


Il punto chiave: non è un problema di volontà

Molte coppie rimangono bloccate per anni su questo punto, perché pensano che sia una questione di decisioni:

“Se mi ami, dovresti volerlo”
“Perché non riesci a parlare di futuro?”

Ma lo stile evitante non si risolve con la logica o con le discussioni.
Perché nasce da un modo molto antico di proteggersi emotivamente.

La persona evitante non sta scegliendo di evitare.
Sta cercando, inconsapevolmente, di sentirsi al sicuro.


Si può uscire da questo schema?

Sì. Ma non forzando, non accusando e non mettendo pressione.

Serve comprendere cosa si attiva quando si toccano certi temi e imparare un modo diverso di stare nella relazione, che non venga percepito come invasivo o pericoloso.

Quando questo meccanismo diventa chiaro, succede qualcosa di importante:
la conversazione su famiglia, stabilità o figli smette di essere un campo minato e può diventare finalmente un dialogo possibile.

Ed è spesso in quel momento che la coppia ricomincia davvero a capirsi.


Se ti riconosci in queste dinamiche, sappi che non è un vicolo cieco.
È uno schema relazionale che si può comprendere, sciogliere e trasformare.


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