Non voglio una relazione: scelta personale o paura dell’intimità?

“Non voglio una relazione.”
“Sto bene da solo.”
“Non sento il bisogno di avere qualcuno accanto.”
“Le relazioni non mi interessano.”

A volte queste frasi descrivono semplicemente un modo di vivere. Non tutti sentono il bisogno di avere una relazione sentimentale e non c’è nulla di problematico, di per sé, nel preferire la propria indipendenza, investire nelle amicizie, nel lavoro, nelle proprie passioni o semplicemente stare bene da soli.

Altre volte, però, dietro un “non voglio una relazione” può esserci qualcosa di meno evidente. Può esserci una paura della vicinanza, il timore di soffrire, di essere rifiutati o abbandonati, oppure la sensazione che una relazione possa togliere libertà e autonomia.

E allora può diventare importante una domanda diversa: non desidero davvero una relazione oppure ho imparato a non desiderarla?

Quando stare soli è una scelta

Stare bene da soli può essere una scelta autentica. Una persona può non sentire la mancanza di un partner e vivere pienamente la propria vita senza percepire la solitudine come una privazione.

Il punto, quindi, non è stabilire quanto sia “normale” desiderare una relazione. Non esiste una quantità giusta di bisogno dell’altro e non è necessario avere una coppia per sentirsi realizzati.

La questione diventa più interessante quando ci chiediamo quanto siamo liberi di scegliere.

Per esempio, posso stare solo e sentirmi bene, ma posso anche immaginare di lasciarmi coinvolgere da qualcuno senza provare immediatamente paura o bisogno di scappare. Oppure posso accorgermi che, ogni volta che una relazione sembra diventare possibile, qualcosa dentro di me cambia.

Magari all’inizio sono interessato, curioso, coinvolto. Poi l’altra persona si avvicina e improvvisamente comincio a vedere soprattutto i suoi difetti. Mi sento soffocare. Ho bisogno dei miei spazi. Mi convinco che in fondo non mi interessava davvero.

Oppure succede il contrario: desidero molto una relazione quando non ce l’ho, ma quando qualcuno si avvicina realmente provo ansia, dubbi e il bisogno di allontanarmi.

In questi casi può essere utile chiedersi che cosa stia accadendo al proprio desiderio.

Quando il “non mi interessa” può essere una protezione

A volte, dopo una delusione o un’esperienza sentimentale dolorosa, smettere di desiderare può sembrare la soluzione più semplice.

Se non mi interessa avere qualcuno accanto, non devo rischiare di essere lasciato. Se non ho bisogno di nessuno, non posso dipendere da qualcuno. Se le relazioni sono solo complicazioni, posso evitare la vulnerabilità che comportano.

Questo non significa che la persona stia necessariamente mentendo a se stessa. Il “non voglio una relazione” può essere un pensiero sincero e, nello stesso tempo, avere anche una funzione protettiva.

Può succedere, infatti, che il desiderio venga progressivamente messo da parte perché desiderare qualcuno significa esporsi alla possibilità di soffrire.

È qui che può emergere una differenza sottile ma importante: non desiderare una relazione e avere paura di desiderarla non sono necessariamente la stessa cosa.

Una persona può arrivare a dire “sto bene da solo” perché realmente sta bene così. Un’altra può dirlo perché la solitudine, pur non essendo sempre soddisfacente, è percepita come più sicura della vicinanza.

Per questo può essere utile osservare non soltanto ciò che pensiamo delle relazioni, ma anche ciò che proviamo quando una relazione diventa concretamente possibile.

Quando qualcuno si avvicina, sento curiosità e piacere oppure soprattutto ansia?
Quando penso alla solitudine, sento libertà oppure sollievo?
Mi capita di desiderare qualcuno e subito dopo trovare molte ragioni per convincermi che non mi interessa?
Ho smesso di cercare una relazione perché non la desidero davvero oppure perché sono stanco di rimanere deluso?

Non sono domande a cui debba necessariamente seguire una risposta immediata.

Capire cosa desideriamo davvero

La psicoterapia, in questo senso, non dovrebbe servire a convincere una persona che “deve” avere una relazione.

Non tutti hanno bisogno di una coppia e non tutti devono desiderarla.

Può invece essere uno spazio nel quale comprendere meglio il proprio modo di vivere la vicinanza, la solitudine e il desiderio. Per capire, ad esempio, se il non desiderare una relazione rappresenta una scelta che ci corrisponde oppure se, nel tempo, abbiamo imparato a rinunciare a qualcosa per proteggerci.

A volte, alla fine di questo percorso, emerge semplicemente una conferma: “Sì, sto bene da solo. È davvero quello che voglio.”

Altre volte emerge una consapevolezza diversa: “Forse non è che non voglio una relazione. Forse ho imparato a non desiderarla perché desiderarla mi fa paura.”

Nessuna delle due risposte è più giusta dell’altra.

La questione è poter arrivare a una scelta che sentiamo realmente nostra, senza essere guidati soltanto dalla paura, dalla delusione o dal bisogno di proteggerci.

Il punto, allora, non è imparare a desiderare una relazione. È poter essere liberi di desiderarla oppure no.

Se ti riconosci in queste domande

Se senti che il rapporto con le relazioni, la vicinanza o la solitudine è diventato fonte di dubbi, sofferenza o difficoltà, parlarne con uno psicoterapeuta può aiutarti a comprendere meglio ciò che stai vivendo.

Un percorso può essere uno spazio per esplorare i propri desideri, le proprie paure e il proprio modo di entrare in relazione con gli altri, senza partire dall’idea che ci sia necessariamente qualcosa da correggere.

Se vuoi approfondire ciò che stai vivendo, puoi contattarmi per un primo colloquio.

Se ti sei riconosciuto in queste parole e senti che potrebbe essere il momento giusto, puoi contattarmi via whatsapp al 348 5426925, oppure scrivere una mail a: davidelanfranchipsicologo@gmail.com

Ti risponderò personalmente nel più breve tempo possibile.
Fare il primo passo può sembrare difficile, ma non devi farlo da solo.


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