
Finalmente hai finito di lavorare. Ti siedi sul divano, hai un po’ di tempo per te e pensi: adesso mi rilasso.
E invece, appena ti fermi, la mente comincia a correre.
Devo ancora rispondere a quella mail. Domani devo fare quella cosa. Non ho sistemato questo. Mi sono dimenticato quell’altro.
Arrivano pensieri, preoccupazioni, cose da fare. Ti senti agitato, fai fatica a stare fermo e magari inizi anche a percepire qualche sintomo fisico dell’ansia.
Quello che doveva essere un momento di riposo diventa quasi un momento di allerta.
E allora ti alzi, controlli, sistemi qualcosa, programmi la giornata successiva. Ti rimetti in movimento.
E stranamente, stai un po’ meglio.
Perché l’ansia arriva proprio quando mi fermo?
Essere impegnati per tutta la giornata ci permette di mantenere l’attenzione rivolta verso ciò che dobbiamo fare.
Lavoriamo, organizziamo, rispondiamo, risolviamo problemi. Siamo continuamente proiettati verso il prossimo compito.
Quando finalmente ci fermiamo, invece, tutto questo si interrompe.
Ed è proprio nella pausa che possono diventare più evidenti pensieri, preoccupazioni e sensazioni che durante la giornata erano rimasti sullo sfondo.
Per questo può sembrare che l’ansia compaia dal nulla appena ci rilassiamo.
In realtà, spesso la pausa non crea l’ansia: semplicemente permette di accorgersi maggiormente di quello che stava già succedendo dentro di noi.
Quando fare diventa un modo per stare meglio
Per alcune persone il bisogno di fare continuamente qualcosa diventa anche un modo per sentirsi più tranquille.
Finché sono impegnato, infatti, sento di avere qualcosa da controllare. Posso occuparmi di un problema, trovare una soluzione, organizzare la giornata.
Quando invece non c’è niente da fare, può comparire una sensazione più difficile da gestire.
E adesso cosa faccio?
Così si ricomincia a fare qualcosa.
Il risultato è immediato: l’agitazione diminuisce.
Ma proprio questo può mantenere il problema nel tempo. Se ogni volta che mi fermo provo ansia e ogni volta che ricomincio ad agire mi sento meglio, posso finire per associare inconsapevolmente la pausa a qualcosa di negativo.
E rilassarmi diventa sempre più difficile.
Non riuscire a rilassarsi non significa semplicemente avere “troppi pensieri”
A volte dietro questa difficoltà c’è una mente molto abituata al controllo e alla produttività.
Altre volte, però, quando il rumore della giornata si abbassa possono emergere emozioni o preoccupazioni che non abbiamo avuto modo di ascoltare.
Può essere una preoccupazione per il futuro, una difficoltà nelle relazioni, una sensazione di insoddisfazione, una solitudine o semplicemente una stanchezza che durante la giornata non abbiamo riconosciuto.
Per questo può essere interessante osservare cosa succede proprio nel momento in cui ci fermiamo.
Che cosa penso?
Che cosa temo?
Ho la sensazione di perdere tempo?
Mi sento in colpa se non sono produttivo?
Oppure faccio fatica a stare a contatto con quello che provo quando non ho più qualcosa da fare?
Sono domande che possono aiutare a comprendere meglio la propria ansia, invece di cercare semplicemente di eliminarla.
Imparare a stare anche nella pausa
Imparare a rilassarsi non significa riuscire a svuotare completamente la mente.
Significa poter avere un momento di pausa senza sentire immediatamente il bisogno di riempirlo, controllarlo o interromperlo.
E questo, per alcune persone, può richiedere tempo.
Se per molto tempo abbiamo utilizzato il fare, il controllo e la produttività per gestire l’ansia, fermarsi può inizialmente far sentire più vulnerabili.
L’obiettivo, quindi, non è obbligarsi a stare tranquilli.
È capire perché proprio quando finalmente ci fermiamo qualcosa dentro di noi comincia a muoversi.
Quando questa difficoltà diventa frequente e interferisce con il riposo, il sonno o la vita quotidiana, parlarne con uno psicologo o con uno psicoterapeuta può aiutare a comprendere meglio cosa c’è alla base dell’ansia e a costruire un rapporto diverso con i momenti di pausa.
A volte imparare a stare fermi non significa fare meno.
Significa non avere più bisogno di fare continuamente qualcosa per sentirsi al sicuro.
Se vuoi approfondire ciò che stai vivendo, puoi contattarmi per un primo colloquio.
Se ti sei riconosciuto in queste parole e senti che potrebbe essere il momento giusto, puoi contattarmi via whatsapp al 348 5426925, oppure scrivere una mail a: davidelanfranchipsicologo@gmail.com
Ti risponderò personalmente nel più breve tempo possibile.
Fare il primo passo può sembrare difficile, ma non devi farlo da solo.
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